Quasi 12000 ( 11.867) le firme raccolte nel territorio pisano a sostegno della campagna promossa dal FAI per il recupero della Stazione Radiotelegrafica Marconi di Coltano, alle quali si devono aggiungere quelle raccolte via web. Ben oltre l’ambizioso obiettivo che c’eravamo preposti delle 10.000 firme, obiettivo che sembrava irraggiungibile ma che alla fine è stato centrato. Si è dimostrato quanto questa città sa mobilitarsi quando sono in ballo valori e campagne di grande rilevanza per la comunità come la valorizzazione e la salvaguardia del territorio. Coltano è un luogo della memoria e nel contempo uno spazio incontaminato, dove sopravvive un contesto di genuina ruralità a pochi passi dalla città. Qui, possiamo dirlo senza troppe preoccupazioni, è nata la grande avventura delle telecomunicazioni. In questi spazi che oggi si vogliono recuperare, Marconi ha fatto nascere la prima stazione radio “superpotente” del mondo, un avventura iniziata nella palazzina edificata ai primi del ‘900 ( 1905-1910) e nei dintorni, dove si ergevano fiere le grandi antenne capaci di creare un paesaggio unico e suggestivo che ancora desta meraviglia nelle storiche immagini dell’epoca e nei filmati dell’Istituto Luce.
La delegazione FAI di Pisa, nella persona del suo Presidente Anna Maria Tomassi, ha emesso un suo comunicato, che pubblichiamo di seguito, dove si parla di scommessa vinta, precisando nella nota che “senza l’aiuto del Comune non ce l’avremmo certo fatta”. L’Amministrazione Comunale,ed in particolare il Sindaco Filippeschi, hanno creduto fortemente in questa campagna. Per Filippeschi “da oggi si apre una pagina nuova nella storia della Stazione Radio Marconi e di tutta Coltano, una pagina che per essere scritta necessità dell’attenzione e dell’intervento delle Istituzioni, in particolare dell’impegno della Regione e del Governo, il Comune da parte sua continuerà nel suo impegno, partendo dall’acquisizione dell’area”. Occorrono però risorse per il recupero della struttura e per il riutilizzo della stessa, gli spazi recuperati devono tornare a vivere, non solo come luogo della memoria ma anche come luogo propositivo di nuovi studi, nuove idee. Interventi che richiedono risorse per le quali il Comune da solo e inidoneo, in questo ha aggiunto il Sindaco, confidiamo anche sull’aiuto del FAI.
Il comunicato ufficiale del FAI di Pisa
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