Si è svolto il 29 di Luglio, presso la Villa Medicea di Coltano, il dibattito sul futuro della Stazione Radiotelegrafica Marconi, un “luogo della memoria” da salvare, sul quale la delegazione FAI di Pisa ha avviato una campagna di sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, candidandola nel censimento dei “luoghi del cuore”, giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
All’iniziativa erano presenti il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, il Prof. Salvatore Settis della Scuola Normale Superiore, l’Assessora alla Cultura Silvia Panichi, il Prof. Stefano Giordano dell’Università di Pisa, e il pianista Maurizio Baglini.
Filippeschi, nel suo intervento, ha voluto mettere in evidenza il ruolo della delegazione FAI di Pisa, che ha intrapreso un’iniziativa “molto importante, perché ha accesso i riflettori su una situazione che richiedeva di essere sotto gli occhi di tutte le istituzioni.” Filippeschi ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione Comunale per il recupero e la valorizzazione della “Stazione”, ricordando come Coltano, nel suo insieme, è un luogo straordinario, che sa unire ad un paesaggio “autenticamente campestre” la suggestione dei valori storici. Un luogo eccezionale, vicinissimo a Pisa, ad un aeroporto internazionale, che ha dunque grandi potenzialità che attendono di essere raccolte e valorizzate.
Per valorizzare questo territorio, il recupero della Stazione Marconi diventa fondamentale, racconta infatti una storia per lungo tempo rimasta nell’ombra, e che si intreccia per molti aspetti con la storia più recente di Pisa e con la sua vocazione di città dei saperi e della ricerca, specialmente in un settore di estrema importanza come quello delle tecnologie per la comunicazione.
Il Sindaco ha poi rammentato tutto il percorso che l’Amministrazione ha avviato per arrivare ad un recupero del monumento: “Ho scritto al Presidente della Repubblica, abbiamo invitato a Coltano la Principessa Elettra Marconi (figlia di Guglielmo Marconi), abbiamo avviato ogni procedura necessaria con il demanio per venire in possesso della struttura, così da poter poi provvedere come Comune alla sua valorizzazione”.
Filippeschi infine, ha dichiarato di confidare nella possibilità di ritrovare, per effetto del recente provvedimento sul Federalismo demaniale, la “Stazione Marconi” nell’elenco dei beni che vengono “restituiti ai territori”, in qual caso provvederemo immediatamente ad acquisirla, avviandop così quanto necessario per il so recuopero. Ma gli interventi necessari per valorizzare un area come Coltano, non rientrano purtroppo nella portata di una Amministrazione Comunale, specialmente dopo i recenti tagli, che rendono già difficile l’erogazione di servizi essenziali, è necessario che su Coltano giungano interventi dalla Regione e dal Governo, che devono farsi carico di una testimonianza così importante, non solo per Pisa, ma per tutto il paese. Non ha esitato, infine, a definire uno “scandalo” la situazione di abbandono in cui si è ritrovata, per più di 50 anni, la Stazione, con tutto il suo carico di “Storia”, scandalo che pretende ora di essere risolto con un intervento concreto che recupera le vicende della più importante “stazione radio” dall’oblio nel quale erano state relegate.

Uno scandalo comune ad altre aree del nostro paese, come ha voluto ricordare nel suo intervento Salvatore Settis, che ha ribadito l’importanza di destinare investimenti anche alla cultura. “Oggi, ha detto Settis, è in atto una vera lotta tra la civiltà e la barbaria” la barbaria di chi ritiene che occuparsi di cultura non porti a risultati immediati e economicamente utili. Le risorse, per i molti luoghi del nostro paese, che come la “Stazione Marconi” vertono in stato di totale abbandono, si devono trovare, magari partendo dai tagli degli sprechi, e considerando questo genere di interventi un investimento importante, per l’identità nazionale e per l’integrità della cultura del nostro paese. “La produttività immediata non è il solo valore, ha aggiunto Settis, bisogna saper costruire cose che si proiettano nel tempo, perché oggi, la vera sfida, è garantire i diritti delle generazioni non ancora nate”. Sicuramente tra questi diritti, c’è anche un identità culturale, un insieme di valori, che costituiscono la vera ricchezza del nostro paese.
Di cosa sarà la “Stazione Coltano” si è poi lungamente parlato, un “museo vivo”, il Prof. Giordano ha rammentato l’esperienza di molti musei internazionali, soprattutto americani, dove i visitatori, contrariamente a quanto avviene nei tradizionali musei “di conservazione” sono chiamati a “toccare”, interagire. Un luogo che oltre a “preservare” e “tramandare” torni ad essere di stimolo per la ricerca, divenendo magari luogo di formazione. Giordano ha richiamato l’attenzione di tutti sull’importanza di tornare a “formare” la creatività, incentivare le invenzioni, “oggigiorno non si formano più inventori, e duna città come Pisa deve molto della sua fama a nomi di inventori”.
Grandi idee, quale emerse nel dibattito, che animano un progetto di valorizzazione di Coltano che entusiasma,come primo passo c’è da partecipare tutti, portando il nostro sostegno, alla proposta del FAI.
Possiamo farlo comodamente on-line, votando la Stazione Telegrafia nell’apposita scheda predisposta dal FAI, o votando presso le filiali delle banche del gruppo “Intesa – San Paolo” o nei punti informativi che da qui a fine settembre saranno promossi dal FAI e dal Comune di Pisa.
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