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Fattori Daumier

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Due/Cento - Omaggio a Daumier e Fattori

A palazzo Lanfranchi fino al 31 gennaio 2009 - Le schede di presentazione in Inglese, Francese, Tedesco

dal 29-11-2008 al 01-02-2009

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Con la mostra Due/Cento. Omaggio a Daumier e Fattori, il Museo della Grafica chiude il 2008 rendendo omaggio a due delle figure più rappresentative dell'arte moderna. La ricorrenza del bicentenario della nascita di Honoré Daumier (1808-1879), l'artista francese che ha segnato in profondità l'immaginario della società ottocentesca con le sue celebri litografie pubblicate sulle pagine dei giornali parigini come La Caricature e Le Charivari, si unisce infatti, per significativa coincidenza, a quella del centenario della scomparsa del livornese Giovanni Fattori (1825-1908), ricordato con una serie di esposizioni in tutta Italia.
Curata da Lucia Tongiorgi Tomasi e Vincenzo Farinella, la mostra Due/Cento. Omaggio a Daumier e Fattori presenta cento litografie di Daumier e cento acqueforti di Fattori provenienti dalla collezione Timpanaro del Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa e da una importante collezione privata. A queste, riunite in un suggestivo dialogo di linguaggi, motivi e contesti storici, si aggiungono altre preziose opere (tra tutte, il grande cartone preparatorio per il dipinto Il campo italiano durante la battaglia di Magenta di Giovanni Fattori, 1859-1860) che documentano la straordinaria modernità di un linguaggio grafico in grado di lasciare esempi tra i più alti nell'arte europea.

 

Un cartone di Fattori per il concorso Ricasoli

Particolare rilevanza lo riveste il cartone che Giovanni Fattori realizzò per il famoso quadro intitolato "Il campo italiano durante la battaglia di Magenta" (1859-1860). Una delle opere più importanti e famose dell'artista livornese (a questo quadro, ad esempio, s'ispirò Luchino Visconti per ricostruire la memorabile sequenza della battaglia di Custozza nel film "Senso" del 1954).
Infatti, l'allora Presidente del Consiglio, Bettino Ricasoli, aveva ideato un concorso per celebrare l'indipendenza della Toscana dal dominio dei Lorena e l'annessione al Regno Sabaudo attraverso una serie di soggetti che celebrassero grandi eventi e uomini illustri della storia d'Italia. Giovanni Fattori aveva consegnato per il concorso due bozzetti e due cartoni relativi alla battaglia di Magenta: uno dei due cartoni è attualmente disperso, l'altro, riemerso da una collezione privata fiorentina (e ora in possesso del Cavaliere del Lavoro, Flaminio Farnesi) è stato presentato l'unica volta ad una mostra Risorgimentale a Chiavari nel 2005. Il nuovo studio del professor Vincenzo Farinella su questo cartone ne conferma l'autenticità.

 

Il Museo della Grafica

Ospitato negli ambienti di Palazzo Lanfranchi, il Museo della Grafica è nato per volontà del Comune di Pisa e dell'Università di Pisa, che con fattiva collaborazione intendono presentare alla città una struttura museale originale e di grande suggestione, aumentando l'offerta culturale e turistica con un progetto che integra, a livelli di eccellenza, il sistema museale cittadino.
Il Museo della Grafica ospita le collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa, raccolta di grafica contemporanea costituita attualmente da circa 8000 opere.
Sorto nel 1958 per iniziativa di Carlo Ludovico Ragghianti, il Gabinetto Disegni e Stampe svolge un'intensa attività espositiva in sedi nazionali e internazionali, offrendo agli studiosi la possibilità di consultare non solo i materiali di grafica moderna e contemporanea, ma anche una ricca e preziosa documentazione bibliografica sugli artisti e sul mercato espositivo dagli anni Cinquanta agli anni Settanta.
Il Museo della Grafica si configura quindi come una delle più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea, in grado di presentare a studiosi, studenti e appassionati un panorama di ampio respiro sulle ricerche artistiche che hanno percorso tutto un secolo, con notevolissimo livello qualitativo e attraverso il taglio critico e la grande lezione intellettuale e morale di personaggi come Timpanaro, Ragghianti e Argan.

 

La raccolta Timpanaro

La raccolta di opere grafiche formata dall'illustre scienziato e storico della scienza Sebastiano Timpanaro fu donata dalla vedova e dal figlio, Maria Timpanaro Cardini e Sebastiano Timpanaro junior, all'Istituto di Storia dell'Arte diretto da Ragghianti. Con la donazione Timpanaro prendeva corpo il Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa, facendo di Pisa un centro d'avanguardia nella conoscenza e nello studio dell'arte contemporanea (si trattava infatti della prima raccolta pubblica italiana di grafica contemporanea).
La raccolta è costituita da più di mille pezzi e si distingue in modo particolare per la sezione otto-novecentesca. Al prezioso nucleo di 195 acqueforti di Giovanni Fattori e al corpus rilevante di incisioni ottocentesche, si uniscono disegni e incisioni di molti dei protagonisti di un primo Novecento vissuto da Timpanaro con intensa partecipazione: da segnalare in tal senso i fogli di Renato Birolli, Corrado Cagli, Massimo Campigli, Domenico Cantatore, Felice Carena, Carlo Carrà, Pietro Consagra, Primo Conti, Giorgio De Chirico, Pericle Fazzini, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Carlo Levi, Mino Maccari, Mario Mafai, Giacomo Manzù, Marino Marini, Ottone Rosai, Toti Scialoja, Ardengo Soffici, Arturo Tosi, Alberto Viani, Lorenzo Viani, Giuseppe Viviani e Tono Zancanaro. Particolare valore assumono le incisioni di Giorgio Morandi e Luigi Bartolini - autori che hanno firmato pagine tra le più emozionanti dell'incisione novecentesca - e le prove grafiche di Eugenio Montale, nate ai tavoli delle "Giubbe Rosse" a Firenze proprio grazie ai suggerimenti dell'amico Timpanaro.

 

I DONI DEGLI ARTISTI

L'appello rivolto da Ragghianti nel 1958 ad artisti italiani e stranieri affinchè collaborassero all'accrescimento della raccolta con donazioni di loro opere, dette subito esiti felici ed incontrò risposte assai generose. Da allora, ininterrotto è stato l'accrescimento delle raccolte del Gabinetto Disegni e Stampe tramite le donazioni degli artisti, consentendo l'ingresso di opere di autori come Capogrossi, Fabrizio Clerici, Emilio Greco, Ennio Morlotti, Bruno Munari, Achille Perilli, Arnaldo e Giò Pomodoro, Picasso, Aligi Sassu, Vittorio Tavernari, Ernesto Treccani, Emilio Vedova o Alberto Ziveri.
Rilevante per quantità e qualità è il nucleo di opere dell'architetto futurista Mario Chiattone, donato nel 1965 e preziosa testimonianza di una produzione tra le più alte nel panorama dell'architettura italiana del nostro secolo.

La donazione Argan

La recente donazione Argan costituisce per la città di Pisa un'occasione di particolare rilievo e significato. Si tratta di un prezioso nucleo di oltre 600 tra incisioni e disegni che documentano le amicizie e le relazioni del grande storico e critico d'arte Giulio Carlo Argan (Torino, 1909-Roma, 1992) con generazioni di artisti di diversa formazione e cultura, rappresentativi degli orientamenti dell'arte italiana del secondo '900. La raccolta, generosamente donata al nostro ateneo dalla figlia Paola, comprende ad esempio opere di Carla Accardi, Luigi Boille, Giuseppe Capogrossi, Primo Conti, Antonio Corpora, Salvatore Emblema, Umberto Mastroianni, Luciano Minguzzi, Bruno Munari, Concetto Pozzati, Mauro Reggiani, Guido Strazza, Giuseppe Uncini e Emilio Vedova, offrendo così uno scenario emblematico di un momento di particolare intensità e problematicità di quelle ricerche artistiche che hanno trovato in Argan un imprescindibile punto di riferimento critico e teorico.

Il deposito perpetuo della Calcografia Nazionale

Nel 1967 la Calcografia Nazionale di Roma ha concesso in deposito al Gabinetto Disegni e Stampe una serie cospicua di incisioni, spesso in tirature ottocentesche. Repertori di numismatica, di glittica, di statuaria ed urbanistica antica si affiancano così alle numerosissime incisioni di traduzione, sia in campo artistico che antiquario (da Raffaello, Michelangelo, Albani, Reni, Poussin etc.).

 

Il patrimonio documentario

Il Gabinetto Disegni e Stampe presenta una ricca collezione di materiale bibliografico e documentario inviato dagli artisti e dalle gallerie d'arte, che copre un arco cronologico dagli anni '50 agli anni '70. Si tratta di documenti relativi a mostre di artisti tenute in diverse sedi d'Italia e comprende circa oltre 3.500 fra piccoli cataloghi, dèpliants, opuscoli, pieghevoli, inviti; un centinaio di manifesti di contenuto artistico, politico e satirico; biglietti da visita, fotografie, ritagli e recensioni da vari quotidiani e riviste, bozze di stampa, curricula di artisti.

 

Laboratori didattici

Il Museo della Grafica conduce un'intensa attività didattica rivolta alle scuole del territorio, con laboratori specifici che intendono avvicinare il fruitore al mondo dell'arte, coinvolgendolo in un'esperienza didattica non convenzionale, libera e creativa, partendo dalle suggestioni sui materiali grafici delle proprie collezioni.

 

Multimedia

Oltre a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per gli studi sull'arte del XX secolo, il Museo della Grafica prevede una sezione dedicata alla multimedialità e al rapporto tra le nuove tecnologie e la creazione artistica, dal documentario sull'arte alle frontiere attuali dell'arte elettronica.

 

Per consultare il catalogo on-line delle collezioni è possibile usare i seguenti links:
Ricerca mediante: www sulle Biblioteche on line (www.biblio.unipi.it/biblio.html) e catalogo unico Aleph
Ricerca mediante: www.arte.unipi.it/GDS.htm

 

Palazzo Lanfranchi

Palazzo Lanfranchi conserva, nella sua denominazione, il ricordo di una delle più antiche ed illustri casate pisane. Fu un membro dei Lanfranchí infatti, il canonico Alessandro, ad acquistare nel 1539 il complesso edilizio di Lungarno, realizzandovi un'importante opera di ristrutturazione che ne unificò e correlò le varie parti in una redazione pressoché definitiva e gli attribuì sostanzialmente l'aspetto attuale. I lavori di restauro realizzati tra il 1976 e 1980 dal Comune dì Pisa, divenuto proprietario del palazzo nel 1952, hanno fornito la lente attraverso cui si è potuta leggere l'intera vicenda di trasformazioni subita dal complesso nei suoi nove secoli di vita. Le opere provenienti dalla donazione Argan occupano adesso il primo e il secondo piano del Palazzo, nelle stanze che si articolano e si susseguono intorno al grande vano scala centrale, illuminato dall'alto da un grande lucernario. Attraverso le finestre del primo piano si è creato anche un rapporto tra le opere e le architetture del Lungarno.

 

Catalogo

Due/Cento, Omaggio a Daumier e Fattori A cura di Lucia Tongiorgi Tomasi e Vincenzo Farinella Edizioni Plus, pagg.269, 20 euro

 

Apertura di Palazzo Lanfranchi

Lungarno Galilei, 9
Tel. 050 2216060
Costo biglietto 3 euro Ingresso gratuito studenti universitari, over 65, under 18, in possesso biglietto visita "Lorena"
Ingresso diversamente abili
Tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 Chiuso il lunedì, 25 Dicembre, 1 gennaio
E-mail This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it


 


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