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Introduzione di Pietro Carnevali - Spicchi di Energia da Biomasse

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Le bioenergie sono una grande speranza per un futuro energetico progressivamente svincolato dal dominio incontrastato del petrolio e sono anche la speranza di nuove fonti di reddito e di nuovi mercati di sbocco per un’agricoltura, in difficoltà nelle produzioni alimentari.

Questa speranza sta diventando futuro concreto ed anche ravvicinato.

 

Molti materiali di origine organica possono essere impiegati per la produzione di biocombustibili, per la generazione di energia elettrica e di calore o per la produzione di biocarburanti. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha nelle biomasse un elemento essenziale, che già oggi rappresenta la seconda fonte di energia rinnovabile come potenza installata dopo l’idroelettrico.

 

La filiera delle biomasse per uso energetico rappresenta un’opportunità per il territorio e per l’ambiente.

 

Il pericolo di una deriva energetica dell'impresa agricola richiede l'esigenza di ottimizzare la governance esistente per la migliore valorizzazione  del settore, per evitare un'occupazione del suolo agricolo e un aumento eccessivo delle produzioni no-food, che minano fortemente lo sviluppo sostenibile del sistema agricolo e rurale del nostro Paese. Sono enormi le potenzialità delle filiere dell'agro-energia e dell'efficienza energetica e sul ruolo strategico che l'agricoltura può svolgere per contribuire al mix energetico del Paese.

 

Il Piano d'azione nazionale per l'energia rinnovabile prevede una percentuale del 45% di tutta l'energia rinnovabile prodotta entro il 2020 (energia elettrica, termica e biocarburanti) proveniente dalle filiere della biomassa del sistema agricolo. Secondo i dati del primo Osservatorio Agroenergia in Italia, con il futuro sviluppo delle biomasse nel nostro Paese si potrebbe evitare l'emissione di 280 milioni di tonnellate di CO2 nell'aria nei prossimi 10 anni, risparmiando fino a 20 miliardi di euro sui costi. Sviluppando in modo corretto le agroenergie, l'Italia si avvicinerebbe all'obiettivo assunto a livello europeo di avere il 17% dei consumi energetici finali soddisfatto da fonti energetiche rinnovabili al 2020.

Consentendo di integrare il reddito economico delle aziende agricole, favorendo l’occupazione e la nascita di nuove professioni.

 

A differenza di ogni altra fonte rinnovabile, le filiere delle biomasse a fini energetici sono in grado di generare importanti esternalità positive. A questa filiera è infatti fortemente associata l'azione di contrasto dell'emissione di gas ad effetto serra, ma anche la manutenzione dei boschi e dei letti fluviali e il miglioramento del paesaggio nel caso della valorizzazione delle biomasse legnose.

 

Il Rapporto OIR (Osservatorio Industria delle Rinnovabili) 2011 evidenzia come, nell'analisi costi-benefici, i benefici delle rinnovabili stanno rendendo la maggior parte delle tecnologie verdi competitive con le fonti fossili. Inoltre, lo sviluppo delle tecnologie di generazione distribuita porta ad almeno 15 miliardi di euro il valore del relativo mercato.

 

Nel nuovo scenario che ha visto gli italiani bocciare con il referendum il ritorno al nucleare, l'agricoltura gioca, secondo Coldiretti, un ruolo decisivo poiché si propone di contribuire al bilancio energetico nazionale con una produzione di energia verde effettivamente sostenibile per l'ambiente ed integrata col territorio, privilegiando l'efficienza energetica anche grazie alla possibilità, tipica degli impianti agricoli di piccole dimensioni, di impiegare l'energia termica prodotta evitando gli sprechi e valorizzando i residui delle attività agricole, forestali e zootecniche.

 

Secondo lo studio presentato da Coldiretti, la produzione energetica potenziale complessiva dell'agricoltura al 2020 può raggiungere 15,80 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio). Sul piano ambientale sviluppando le rinnovabili con il coinvolgimento diretto del mondo agricolo e senza causare danni al territorio, si potrebbe avere  un incremento occupazionale al 2020 di circa 100.000 unità.

 

Promuovere e sviluppare la generazione distribuita nel settore delle agroenergie, puntando su impianti di piccola e media scala, secondo un approccio locale e sulla base delle disponibilità del territorio.

 

Il nostro patrimonio boschivo è una risorsa naturale che deve continuare a svolgere una importante funzione ambientale e di difesa idrogeologica ma può essere valorizzato anche come fonte energetica.

 

Il legno è una delle più importanti fonti di energia rinnovabile presenti in natura. Complessivamente, le biomasse legnose rappresentano circa il 20% dell’energia rinnovabile prodotta in Italia. Quasi 5 milioni di famiglie italiane utilizzano abitualmente il legno a scopi energetici.

Il nostro patrimonio boschivo è una risorsa naturale che deve continuare a svolgere una importante funzione ambientale e di difesa idrogeologica ma può essere valorizzato anche come fonte energetica.

 

I biocombustibili possono rappresentare delle interessanti potenzialità sia per il mondo agricolo, sia in campo ambientale ed anche per gli aspetti energetici: come ad esempio il metano da biogas o altro interessante esempio il bioetanolo con il processio sviluppato dalla Mossi & Ghisolfi, che produrrà bioetanolo da canna e da paglia di scarto provenienti dai campi di riso e di mais del vercellese.

 

Il biogas prodotto in filiera corta, è stato stimato che potrà arrivare a produrre minimo 6,5 miliardi di metri cubi di metano pari a circa l’8% del consumo di gas naturale in Italia. È evidente che la produzione di biogas può rappresentare anche una grande opportunità di crescita per l’agricoltura.

 

Sul piano degli incentivi appare importante una rapida emanazione dei decreti attuativi della recente riforma del settore rinnovabili (Dlgs 3 marzo 2011, n.28).

Siamo in ritardo con dei provvedimenti previsti dal D.Lgs. 28/2011 che potrebbero essere l'inizio di un nuovo settore economico per il Paese come ad esempio quello su la definizione degli incentivi per il biometano.

 

Il precedente Governo ha inviato lo Schema di decreto ministeriale recante la ripartizione regionale della quota di energia da fonti rinnovabili alla Conferenza Stato-Regioni il 14 novembre 2011, cioè la ripartizione tra le Regioni dell'obiettivo sulle rinnovabili per il 2020. Un decreto che prevede anche controlli e sanzioni progressive.

Alla luce di questa bozza  il ricorso alla biomassa per usi termici in sostituzione alle fonti fossili risulterà sempre più importante

 


Proposta dell'associazione

Come associazione, prendendo spunto da quanto realizzato in diversi comuni, dove sono stati realizzati impianti che utilizzano biomassa per produrre energia (essenzialmente termica) per edifici pubblici quali scuole, biblioteche, ecc., proponiamo, visto la presenza a Pisa dell'area agricola di Coltano (biomasse da agricoltura), l'area boschiva del Parco di San Rossore e di Tirrenia, gli argini del fiume Arno. Verificare se possibile attivare una collaborazione virtuosa che possa avviare una filiera agroenergetica per la produzione di energia termica che dia sviluppo economico, gestione del territorio, risparmio di combustibili e posti di lavoro.

 

Pietro Carnevali

 


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