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Rinnovabili in Italia - Alfredo De Girolamo - Spicchi di Sole

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L’Italia è uno dei Paesi più dinamici al mondo e più attraenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili: basti pensare che nel 2010 si sono realizzate oltre 200 operazioni con oltre 12 miliardi di investimenti. (Fonte Rapporto Irex)

 

-          GREEN Sole, vento, acqua, geotermia, biomasse sono le armi per agganciare il treno dello sviluppo sostenibile e per difendere l’ambiente e per sfruttare le nuove opportunità offerte dalla green economy, come anche la creazione dei cosiddetti green jobs, i lavori specializzati nello sviluppo di nuove tecnologie che sfruttano energie rinnovabili.

-          DINAMISMO Negli ultimi anni c’è stato un grande dinamismo locale nel raccogliere la sfida della sostenibilità energetica, oltre il 90 per cento dei Comuni in Italia ha scelto di utilizzare almeno una fonte verde. Inoltre se analizziamo la crescita proposta dal comparto delle rinnovabili, la sfida appare degna di esser vissuta. Numerose ricerche testimoniamo come la produzione d’energia da fonti rinnovabili porterà non solo un abbattimento del costo dell’energia dovuto anche alla diversificazione delle fonti ma anche il raggiungimento di importanti traguardi ambientali come la diminuzione delle emissioni di gas serra

-          PRODUZIONE IN TOSCANA IN Toscana produciamo 328 MW da Idroelettrico, 132 MW da Fotovoltaico, 45 MW da Eolico, 854 MW da geotermia, 77 da biomasse e rifiuti (Rapporto Legambiente). Abbiamo infatti la fortuna di avere una grande ricchezza geotermica ed anche una grande potenzialità di sfruttamento delle altre fonti rinnovabili su cui scontiamo un po’ di ritardo rispetto soprattutto agli altri Paesi Europei. La crescita comunque dal 2008 al 2010 è stata molto importante: modeste le crescite per idroelettrico (+1,8 %) e geotermia (+10%), importante per le biomasse +132% e straordinario per il fotovoltaico (+1.428%) e l’eolico (+376%). (Fonte Regione Toscana).

 

DIFFUSIONI   DELLE RINNOVABILI NELLE REGIONI ITALIANE
REGIONE
[IDROELETTRICO MW]
[SOLARE FV MW]
[EOLICO MW]
[GEOTERMICI MW]
[BIOMASSE E RIFIUTI MW]
PIEMONTE
3.486,1
233,1
12,7
7,5
70,9
VALLE   D'AOSTA
882,1
4
0,032
0,001
0,8
LOMBARDIA
5.757,5
318
0,12
10,9
499,1
TRENTINO   ALTO ADIGE
3.144,1
142,7
1,2
0,5
22
VENETO
1.085,4
321,4
1,5
6,4
117
FRIULI   VENEZIA GIULIA
458,3
80
0,1
0,036
18,9
LIGURIA
74,8
14
28,5
0,055
13,4
EMILIA   ROMAGNA
625,1
327,7
16,3
2,5
299,2
TOSCANA
329,7
132
45,3
854,4
77,2
UMBRIA
509,4
67,9
1,5
0,039
25,5
MARCHE
228,1
167,4
0,15
2,5
13,8
LAZIO
398,2
213,1
17,2
0,035
77,8
ABRUZZO
980,2
59,6
225,4
0,055
5,1
MOLISE
84,3
13,8
388,2
0
40,7
CAMPANIA
1.343,7
81,1
814,09
0
42,8
PUGLIA
0
452,3
1.275,19
0
139
BASILICATA
129,3
41,7
278,9
0
23,8
CALABRIA
724,1
55,1
586,2
0
23,6
SICILIA
732,2
140,1
1.407,2
0
19
SARDEGNA
466,2
80,9
672,8
0
15,8
Fonte: Elaborazione di Legambiente su dati GSE e “Comuni Rinnovabili 2011

 

 

 

DECRETO SULLE RINNOVABILI Il decreto legislativo del Governo relativo all’uso di energia da fonti rinnovabili, rischia di frenare in modo assurdo e inconcepibile lo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro paese. La situazione è preoccupante soprattutto per l’incertezza creata dal nuovo ‘limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere la tariffa incentivante’. In Italia non si vuole favorire un reale e concreto abbattimento delle emissioni che alterano il clima e della CO2 e quindi lo sviluppo di una green economy che abbia le fonti rinnovabili come strumento essenziale di innovazione e sviluppo”. La scorsa settimana il Governo ha assunto una posizione discutibile sugli incentivi sul fotovoltaico ed inoltre non ha recepito le numerose osservazioni che erano arrivate dalle Regioni e anche da molte aziende toscane. L’atteggiamento del Governo rischia di frenare il processo virtuoso legato alla diffusione della generazione distribuita in tutto il territorio regionale. Non ha senso bloccare gli incentivi mentre e’ fondamentale e significativo, come avviene nel resto d’Europa, razionalizzarli e dare delle indicazioni chiare in termini di programmazione proprio al fine di raggiungere gli obiettivi europei in termini di sviluppo delle rinnovabili e abbattimento delle emissioni.

 

Sono molte le attività delle aziende pubbliche toscane che guardano allo sviluppo delle fonti rinnovabili, dallo sfruttamento dell’energia geotermica, all’istallazione di campi fotovoltaici sui tetti degli edifici. Alcune aziende hanno istallato anche campi eolici o hanno realizzato impianti di trigenerazione o di centrali di cogenerazione associate a reti di teleriscaldamento.

 

Molte aziende pubbliche dei rifiuti poi oltre a gestire servizi di igiene urbana si occupano di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e non convenzionale. Esse infatti istallano parchi fotovoltaici nelle discariche esaurite, producono energia dalle biomasse o sfruttano il biogas prodotto nelle discariche dei rifiuti. Esse poi producono energia anche termo valorizzando i rifiuti e hanno nei piani di sviluppo importanti obiettivi di risparmio energetico.

 

I progetti più importanti in Toscana:

Sicuramente Pisa ospita uno dei più importanti impianti di energia rinnovabile realizzato in temi record da Toscana Energia Green e inaugurato solo qualche giorno fa: Sol Maggiore. Sol Maggiore ha una potenza installata di 3,7 MWp e una capacità produttiva stimata di oltre 5 milioni di kWh annui, pari al fabbisogno di circa 3000 famiglie. Oltre 15.000 pannelli permettono infatti il risparmio di 93,5 tonnellate equivalenti di petrolio e consente l’abbattimento di 3.750 tonnellate di emissioni di CO2, grazie ad un investimento complessivo di 11 milioni di euro.

 

Toscana energia green non si è fermata a questo impianto ma vi sono altri 31 impianti fotovoltaici, disseminati in tutta la Toscana che producono oltre 8 milioni di kWh all’anno.

 

L’altra grande società energetica toscana Estra ha ugualmente molto investito sulle energie rinnovabili e non solo sul fotovoltaico ma anche sulle biomasse e sul fotovoltaico. Estra ha investito in tutto 30 milioni di euro e nei prossimi 3 anni ha il progetto di investire 130 milioni di euro. Stanno per partire due importanti parchi fotovoltaici a Cavriglia a Piombino. E’ già in funzione un impianto a biomasse nel comune di Calenzano, un impianto di trigenerazione nel comune di Sesto Fiorentino, poi un grosso impianto di teleriscaldamento a Siena che serve 160 abitazioni e sempre a Siena una nuova centrale termica e cogenerazione associata che ha sostituito 12 centrali termiche.

 

Siena è una provincia, che per volere dell’amministrazione provinciale punta ad essere carbon free entro il 2015 ed infatti due aziende pubbliche: Sienambiente e Intesa hanno creato una società ad hoc per lo sviluppo della green economy. Nel corso del 2009 gli impianti di produzione energetica di Sienambiente hanno prodotto circa 19.500 MWh di energia, evitando l'emissione di oltre 12.000 tonnellate di CO2 equivalente.

Un campo fotovoltaico in una discarica esaurita di ASM verrà inaugurato la prossima settimana a Calenzano.

Anche la livornese ASA ha investito oltre 15 milioni di euro per lo sviluppo delle rinnovabili con un parco eolico a Gello dove 4 torri producono oltre 8 MW di energia, e altri parchi fotovoltaici in provincia di Livorno.

Nella Provincia di Arezzo vi è poi uno dei primi 5 parchi eolici della Toscana, realizzato da una società pubblica partecipata dal Comune di Montemignaio e sempre ad Arezzo verranno realizzati due impianti a biomasse e un altro parco fotovoltaico nella discarica esaurita nel Comune di Santa Fiora.

Quadriglio sfrutta il biogas delle sue discariche, ha realizzato un tetto fotovoltaico nel suo impianto di selezione di Case Passerini, sta avviando le procedure per la realizzazione del Termovalorizzatore di Firenze. ASM Prato ha da pochi giorni inaugurato un parco fotovoltaico nella sua discarica esaurita e bonificata.

Le stesse attività di riciclaggio (circa il 40 % di materiale recuperato sul totale dei rifiuti rappresentano uno sforzo di efficienza energetica e di green economy: Il riuso di prodotti e materiali consente infatti un consistente risparmio energetico in fase di produzione.

Il sistema delle aziende di edilizia residenziale pubblica ha realizzato e sta realizzando importanti interventi di sociali housing basati sulle più moderne concezioni di efficienza energetica e buio edilizia, come dimostrato nel recente convegno a Firenze.

Le imprese idriche sono tutte impegnate in un’azione di utilizzo efficiente dell’energia elettrica, sforzo importante considerato che il sistema idrico consuma da solo circa il 3% del totale dell’energia elettrica consumata in Toscana. Così come è stato avviato un importante progetto per il recupero energetico dei fanghi di depurazione.

Anche le imprese del TPL sono state impegnate in progetti di conversione del parco mezzi, optando per sistemi a minor inquinamento (gas, elettrico) ed il Piano Regionale di Sviluppo prevede un importante finanziamento per il completamento di questa attività.

Non dimentichiamoci poi che le più importanti aree geotermiche italiane sono poi nella nostra regione, una nell’area di Larderello e una sul Monte Amiata, l’energia prodotta da queste fonti è di grandissima importanza, rappresentando infatti quasi il 2 per cento della produzione elettrica italiana e il 25 per cento del fabbisogno energetico della nostra regione. Anche in questo caso vi sono aziende pubbliche locali molto attive per attuare investimenti sul territorio e fare ricerche utili a migliorare lo sfruttamento delle fonti geotermiche anche il partnership con grandi aziende tedesche, francesi e svizzere.

 

Potrei continuare a fare l’elenco delle iniziative delle aziende pubbliche in questo campo ma rischierei di dilungarmi troppo e ne tralascerei sicuramente qualcuna. Ho citato solo le principali, ma fortunatamente essere aggiornati su questo settore è piuttosto difficile a causa del grande dinamismo delle imprese toscane su questo settore.

Vorrei concludere con l’auspicio che questo dinamismo continui anche grazie al sostegno a questo comparto che può venire dal Governo Nazionale e dalla Regione Toscana. Mentre il Governo nazionale continua ad avere un atteggiamento discutibile sul sostegno alle fonti rinnovabili attraverso gli incentivi e sembra poco incline a varare un vero piano nazionale di sostegno alla green economy, speriamo che la Giunta Regionale Toscana possa, anche attraverso il Piano Regionale di Sviluppo di prossima approvazione, consolidare la spinta positiva che viene dalle imprese pubbliche e private toscane in tema di energia rinnovabile.

Il sistema toscano delle aziende ha fatto molto ma può fare molto di più se accompagnato con incentivi o con agevolazioni fiscali e soprattutto non ostacolato dalla burocrazia autorizzativa, che frenerebbe non solo la diversificazione delle fonti energetiche ma anche buone pratiche produttive per ridurre emissioni inquinanti. In questo senso sono importanti gli impegni assunti all’interno della proposta di Piano Regionale di Sviluppo che la Giunta, dopo la concertazione, ha trasmesso al Consiglio Regionale. Il PRS individua efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili come uno degli aspetti centrali della politica economica di legislatura ed individua le aziende di servizio pubblico locale come uno dei motori di questa strategia.

Ma occorre una politica nazionale coerente, fatta di incentivi seri sia alle fonti rinnovabili che al’efficienza energetica. Contiamo sul fatto che il Decreto sugli incentivi, dopo l’ennesimo rinvio, definisca criteri chiari. Su questa base sarà possibile fare della Toscana una delle regioni più avanzate nella sfida della Green Economy.

 

Alfredo De Girolamo, presidente Confservizi Cispel Toscana

 


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