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Introduzione di Pietro Carnevali - Spicchi di Sole

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Le energie rinnovabili sono uno dei temi caratterizzanti gli anni attuali e futuri sia per le necessità energetiche che per le ricadute economiche, occupazionali, sociali, ambientali e sulla qualità della vita.

 

Nei prossimi anni la supremazia degli idrocarburi come fonti energetiche è destinata a scomparire: se infatti oggi il 62% della produzione di energia mondiale proviene dal petrolio e dal gas naturale, alla fine di questo secolo la quota dei combustibili fossili è destinata a diminuire in modo drastico, la parte consistente sarà fornita da fonti alternative rinnovabili come l'energia eolica, il solare, le biomasse, il geotermico. Addirittura "The Energy Report", redatto dal WWF, traccia le linee guida per un futuro 100% rinnovabile entro il 2050. Questo processo di sostituzione è diventato necessario e ineludibile, visti anche i recenti terribili eventi giapponesi accaduti alle centrali nucleari di Fukushima. In seguito al recente decreto Romani, che ha sospeso il “conto energia” e di fatto gli incentivi per la produzione di energia solare, di fatto si è bloccata l'attività del settore con forti ripercussioni sulle aziende che operano in questo comparto (basta pensare che il settore dell'energia rinnovabile interessa circa 85 mila piccole imprese interessate alla produzione, installazione, commercializzazione degli impianti e nella componentistica, con oltre 150 mila addetti).

 

Numerosi studi vanno nella direzione di un possibile futuro 100% di energia prodotta da fonti rinnovabile. Nel 2010 è stata prodotta più energia da vento e sole che da nucleare. Sono però energie incostanti, il miglioramento delle tecnologie di immagazzinamento renderanno queste tecnologie sempre più competitive con quelle tradizionali.

 

Il nucleare in Italia (se il governo non lo avesse accantonato per il momento) non sarebbe stato pronto prima del 2025-2030 e avrebbe coperto al massimo il 13% dei consumi. Il nucleare è una tecnologia costosa come risulta da dati riportati dal Dipartimento dell'enegia americano: costa di più del carbone, del gas e dell'eolico. Costa molto costruire le centrali, gestirle, le procedure di sicurezza, lo smantellamento (in Italia per la disattivazione della centrale di Caorso serviranno circa 750M€)

 

I fondi risparmiati con la rinuncia al nucleare potrebbero essere utilizzati in ricerca per dare impulso alle ricerche sui sistemi di immagazzinamento dell'energia al fine di avere una produzione continua, le reti di distribuzione intelligenti in modo da far incontrare una produzione diffusa nel territorio con i consumi. Già si affacciano nuove tecnologie di pannelli solari, come ad esempio le finestre previste nel piano di rinnovamento del grattacelo Willis Tower, dove verranno installate delle finestre che permetteranno di produrre energia elettrica, i biocombustibili di seconda generazione. Il “diamante fotovoltaico” messo a punto dal Centro Ricerca Enel di Pisa e dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università.

 

Non a caso l'Europa, nelle tecnologie e nell'innovazione energetiche, ha lanciato quattro progetti in settori chiave per la competitività: nuove tecnologie per le reti intelligenti e stoccaggio dell'energia elettrica, ricerca sui biocarburanti di seconda generazione e partenariato "città intelligenti" per promuovere il risparmio energetico a livello locale.

 

Bisogna rendere le abitazioni sempre più efficienti dal punto di vista energetico per il risparmio che ne consegue, per le ricadute economiche in sede locale, in modo da attivare privati cittadini, imprese e istituti di credito, per una riqualificazione complessiva del patrimonio edilizio cittadino con particolare attenzione alla riqualificazione energetica dell'esistente. Il risparmio energetico è fondamentale in una politica energetica. Non basta produrre energia con le nuove tecnologie ma bisogna sempre di più costruire a impatto energetico “zero”, come dimostrano le esperienze tedesche e di altre città europee, esperienze attive da anni.

 

Esempi di edilizia sostenibile in Italia sono ancora pochi, eppure la normativa sugli sgravi fiscali del 55% ha rappresentato una grande occasione di lavoro ma manca ancora una valorizzazione degli immobili ad alta efficienza energetica, il mercato immobiliare è abbastanza livellato verso il basso anziché sviluppare punte di eccellenza (per un confronto con altri paesi basti rivedere il servizio trasmesso durante la trasmissione Ballarò 24 aprile “il mercato immobiliare”) Questa è una scelta che costa molto innanzitutto nei consumi domestici delle famiglie e del terziario ed anche alle PMI.

 

Il tema dello sviluppo sostenibile non è un tema nuovo per la città infatti questa ammistrazione è stata caratterizzata da un forte impegno in prima persona del Sindaco Marco Filippeschi e della Giunta in questa direzione, riconosciuta dai premi conferiti (Pimby, Klimaenergy Award, piste ciclabili) e dall'iniziativa Green EnergyCity che è stato un momento alto conoscitivo e propositivo sulle possibili applicazioni della green-economy.

 

Nell’assegnare il premio Klimaenergy, fra le varie motivazioni, la giuria ha voluto sottolineare che Pisa si è resa particolarmente “visibile”, fra le diverse iniziative promosse da altri Enti Locali, per l’impulso che sta offrendo allo sviluppo della ricerca nel settore della riduzione di CO2 e di produzione di energie da fonti alternative.

La realizzazione del grande campo fotovoltaico dei Navicelli. Si tratta di uno degli impianti Fotovoltaici più grandi d’Europa, il più grande della Toscana, da solo è in grado di produrre energia sufficiente al fabbisogno di circa 3000 famiglie. L’area dei Navicelli sta poi per diventare area APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata), con l’obiettivo di arrivare ad un miglioramento delle prestazioni ambientali del comparto produttivo insediato ai Navicelli, soprattutto in termini di emissioni di gas clima-alteranti e di gas inquinanti ed alla diminuzione del fabbisogno energetico coperto per mezzo di fonti fossili, a parità di intensità produttiva, nonché alla riduzione dei costi energetici per le imprese produttive.

 

L'impegno nel settore della Mobilità: ci siamo oramai abituati a vedere le colonnine presenti in diversi punti della città per la ricarica elettrica di scooter e auto.

 

Il 24 settembre 2009 è stato approvato il Regolamento per l’Edilizia Sostenibile che punta a favorire il risparmio energetico e ad aiutare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutti i nuovi edifici dovranno raggiungere l’indice minimo di sostenibilità e, nei casi di migliori soluzioni bio-edilizie, sono previsti incentivi con incrementi volumetrici e sconti agli oneri di urbanizzazione secondaria. Si aiuteranno in questo modo gli interventi che si caratterizzano per la compatibilità ambientale, la eco efficienza energetica, il comfort abitativo e la salvaguardia della salute dei cittadini.

 

Il 21/09/2010 il Comune ha aderito al Patto dei sindaci “Un impegno per l'energia rinnovabile” l’accordo tra i sindaci di moltissime città europee per condividere le politiche attuative per il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 ovvero ridurre le proprie emissioni di CO2 del 20% entro il 2020 aumentando nel contempo del 20% il livello di efficienza energetica e del 20% la quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile sul totale del mix energetico.

 

Il futuro che ci attende dovrà essere e sarà ancora più rinnovabile come sottolineato dal Commissario per l'energia EU Günther H. Oettinger al Ministro Romani all'indomani della pubblicazione del D.Lgs. di recepimento della Direttiva 2009/28/CE (decreto definito dagli operatori ammazza rinnovabili).

 

In questa ottica la città di Pisa ha posto le basi e iniziato il percorso per il suo sviluppo eco-sostenibile. Potenzialmente si possono utilizzare tutte le fonti: vento, sole, biomasse, ma anche fluidi a bassa entalpia.

Il vento tramite impianti mini e micro eolici, lampioni eolico-solare.

Il Sole per ottenere sia calore che energia elettrica, data l'enorme superficie coperta a disposizione o zone non utilizzate in agricoltura come l'impianto inaugurato presso l'area dei Navicelli.

Abbiamo un'area industriale a ovest che insieme alla darsena che occupa circa 120 ettari con circa 20 ettari di tetti; l'area di Ospedaletto occupa circa 240 ettari di cui l'80% circa a parcheggi e 60 ettari di coperture; poi c'è Cisanello e l'Ospedale.

 

Il Parco di San Rossore ha approvato la Delibera 12 del 07/02/2011 definendo i criteri generali da applicare per la promozione e la valutazione di progetti di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nel territorio del parco. Dalle biomasse (cippato, scarti, sottoprodotti, ecc.) si potrebbe fornire calore mediante teleriscaldamento.

 

Durante il Green Energy City di luglio 2010, è stato abbozzato un possibile bilancio energetico per la città di Pisa: sfruttando tutte le fonti rinnovabile non è utopistico pensare di coprire tutti i consumi della città.

 

Green City Energy 2011 – in programma il 26-27 Maggio a Pisa lavorerà per la definizione dei concetti che sono alla base dello sviluppo delle Smart Cities – città intelligenti in grado di ottimizzare consumi e stili di vita delle persono in ottica green.

 

Pisa stà sviluppando il SEAP – piano di azione per l’energia sostenibile che dovrà essere approvato entro l’anno e che prevedrà una serie di azioni a supporto delle politiche definite nel piano.

 

Pisa ha già avviato alcune azioni già nell’ottica dello sviluppo del SEAP. In particolareil Campo Fotovoltaico nell’area dei navicelli di Toscana Energia Green, l’APEA lungo il canale dei navicelli, La sperimentazione SMART GRID di ENEL, la mobilità Elettrica sempre con ENEL, ec.c

 

Come associazione, al fine di diffondere l'energia rinnovabile e poterla rendere disponibile a tutti così da facilitarne lo sviluppo in città, facciamo la seguente proposta: poiché sono presenti aziende sensibili e disponibili ad installare nel loro sito un impianto ma hanno difficoltà come ad esempio accedere al credito visto l'attuale situazione economica e d'altro canto ci sono cittadini interessati ma che non possono per vari motivi (per esempio i residenti del centro che non possono installare impianti per i vincoli paesaggistici) che sono disponibili a sottoscrivere un contratto di conto energia. Si può pensare ad una compartecipazione al progetto, favorendo il progetto con la mediazione di soggetti quali per esempio Toscana Energia che può garantire tutte le parti e mettere insieme le singole richieste.

 

Per esempio più cittadini del centro storico potrebbero firmare un contratto di conto energia, mentre i pannelli potrebbero essere installati sopra il parcheggio o sopra la copertura di un capannone di una azienda in periferia.

 

Pietro Carnevali

 


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