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Legge elettorale regionale, Filippeschi: introdurre collegi e primarie

Legge elettorale regionale, Filippeschi: introdurre collegi e primarie Nella discussione che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha riaperto sulla legge elettorale regionale e mentre si discute a ragione di una riforma della legge elettorale nazionale, Marco Filippeschi si schiera per una riforma toscana che introduca i collegi e usando le primarie per la selezione delle candidature. Primarie agevolate anche dalla legge regionale in vigore (l’unica esistente nelle regioni, che sostiene la democrazia interna ai partiti) e svolte anche per le ultime elezioni dal Pd con successo.

Filippeschi ripropone alla discussione una proposta di legge “NORME SULLA DEMOCRAZIA INTERNA, SULLA SELEZIONE DELLE CANDIDATURE E SUL FINANZIAMENTO DEI PARTITI POLITICI” (N. 2890) presentata nella precedente Legislatura, quando era deputato, e ripresentata nella Legislatura in corso da altri parlamentari. Da molti, fra studiosi e politici, questa proposta di legge è stata ed è ancora ritenuta la più avanzata e completa per disciplinare la democrazia nei partiti, legando in questa anche il finanziamento pubblico, condizionato a garanzie di partecipazione e trasparenza.

Nel merito la proposta contiene una disciplina legislativa sui partiti politici che muove su tre linee di intervento:

a) fissa una serie di regole di base per garantire la democraticità dei processi interni, lasciando libertà di scelta nell’introduzione delle varianti le più adeguate alle caratteristiche delle singole forze politiche: i requisiti minimi che gli statuti di tutti i partiti devono rispettare riguardano in particolare le procedure stabilite per l’iscrizione e l’eventuale espulsione, la tutela delle minoranze, i rapporti con le articolazioni territoriali e il rispetto del principio delle pari opportunità fra iscritte e iscritti.

b) prevede una disciplina più democratica per la selezione dei candidati alle elezioni: lostrumento individuato come preferenziale è l’istituto delle elezioni primarie, sia limitate ai soli iscritti, sia aperte ad altri soggetti, da applicare per la selezione delle cariche monocratiche o per la scelta dei candidati per la composizione di liste. Qualora i partiti decidano di non impiegare le primarie, vi è l’obbligo di scegliere forme alternative di consultazione degli iscritti e delle iscritte, prevedendo comunque una quota minima di soggetti da coinvolgere. Di conseguenza, se i partiti fanno ricorso alle primarie, hanno diritto ad una maggiorazione del 10% dei rimborsi elettorali; se scelgono altre forme di consultazione degli iscritti per selezionare le candidature, hanno diritto alla quota di rimborsi intera; se rifiutano entrambe le modalità, non hanno diritto ad alcun rimborso.

c) vincola il finanziamento pubblico al rispetto dei requisiti di legge, premiando i comportamenti virtuosi, aprendo la strada ad una riforma coerente ed organica del sistema, e innovando sotto due profili: viene conferita ai singoli contribuenti la possibilità di devolvere ai partiti il 4 per mille dell’IRE, stabilendo che tale quota venga detratta dai rimborsi elettorali (finanziamento parzialmente sostitutivo); viene data la possibilità a tutti i partiti che abbiano ottenuto una rappresentanza parlamentare di istituire delle Fondazioni ad essi collegate, costituite con atto pubblico, al fine di potenziare le attività di ricerca, formazione, comunicazione culturale e politica.

 

TESTO INTEGRALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE

 

SCHEDA DI SINTESI

 
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Le nuove potenzialità

La città di Pisa, più di ogni altre in Toscana (e non solo), ha programmato tanti interventi di riqualificazione del tessuto urbano e di sviluppo della città stessa.
Negli anni prossimi, quindi, crisi generale permettendo, assisteremo alla fase esecutiva di questi progetti, dopo tante discussioni e notevoli problemi come era del resto inevitabile.
Penso alle nuove potenzialità della città grazie alla realizzazione del nuovo Porto di Marina di Pisa e al recupero delle ex Colonie sul litorale, al recupero delle aree urbane delle ex Caserme in città, allo spostamento del Santa Chiara e al conseguente completamento dell’Ospedale di Cisanello, alla riqualificazione dell’area ex Saint Gobain, tanto per citarne alcune.
Tutto questo ci porterà ad avere un territorio che migliora la sua qualità in generale e amplifica le proprie capacità e potenzialità di sviluppo e questo risultato è ascrivibile alle capacità complessive della politica ma anche del tessuto economico.
Ci sono, tuttavia, alcuni temi che meritano l’attenzione di chi amministra adesso la città, oltre delle forze economiche e sociali cittadine che, proprio partendo da quanto sopra descritto, sarebbe utile approfondire. Provo a dare il mio contributo.
Vedo quattro temi importanti : La mobilità cittadina ( viaria e tramviaria) , il Sistema Museale e Tirrenia.
1- Perché non provare a lavorare intorno ad un progetto di nuova viabilità che risolva i problemi di mobilità di Pisa ovest? Penso a una complanare di 4 corsie che colleghi l’uscita di Pisa centro con Pisa nord e che abbia dei collegamenti con la città. (zona Barbaricina, Via delle Cascine, Madonna dell’Acqua e collegamenti con Circonvallazione Pisa nord – Cisanello.)
2- Perché non si cerca il modo di collegare il Porto di Livorno con Calambrone – Tirrenia – Marina fino alla Stazione centrale e poi a Cisanello con una tramvia moderna?
3- Non sarebbe all’altezza del blasone della città avere un Sistema Museale adeguato oltre la Piazza dei Miracoli?
Immagino che almeno a partire dalla realizzazione del nuovo Museo delle Navi romane sarebbe possibile concentrarsi su Palazzo Reale, il Museo di San Matteo e Palazzo Lanfranchi e collegare in una rete unica (Musei sull’Arno) con servizi di bookshop, biglietteria unica, caffetteria e servizi di modello europeo. 4- Dopo il recupero delle ex Colonie a Calambrone, dopo aver realizzato il nuovo Porto di Marina, ci starebbe male un bel intervento di riqualificazione del Centro di Tirrenia adeguato al fatto di essere il cuore della costa? Una grande zona pedonale e commerciale in Piazza Belvedere e tanti posti auto nelle vicinanze non sarebbe il giusto intervento per un litorale che vuole ritrovare smalto?

Tutto questo significa pensare a lunga scadenza e con una visione strategica della città. Le risorse per poterlo fare sono tante però non è impossibile pensare al coinvolgimento dei privati in questi progetti ( magari non solo per i capitali ma anche per le idee imprenditoriali ) e poter giustamente pretendere uno sforzo anche dallo Stato e dalla Comunità europea. Non è facile ma idee chiare aiutano a trovare i percorsi operativi e fattivi. Serve lungimiranza ma anche l’abbandono dei troppi conservatorismi che ci affliggono.
Forse quest’aspetto sarà il più difficile da risolvere, forse più difficile dello stesso reperimento delle risorse.

Ma bisogna essere fiduciosi.

Marco Bonciolini

 


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