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Idee per Pisa e il dibattito sul sociale

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Idee per Pisa e il dibattito sul sociale - Il Tirreno - 20-11-2012

 
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TUTTOMONDO 2012. Keith Haring a Pisa: una mostra, una piazza, il restauro

TUTTOMONDO 2012. Keith Haring a Pisa: una mostra, una piazza, il restauro

Dal 1989 Pisa ospita un gioiello della Pop-Art: Tuttomondo, la più grande opera pubblica dell’artista newyorkese Keith Haring, un murale in tempere acriliche di 180 metri quadrati che ricopre integralmente la parete esterna dell’ex convento adiacente alla Chiesa di Sant’Antonio Abate in Piazza Sant’Antonio. Tuttomondo è un’opera d’arte contemporanea originale e sorprendente, sconosciuta ai più fino a poco tempo fa, fino a quando cioè un’attenta opera di restauro ha riportato il murale al centro dell’attenzione, rendendolo così, oggi, una delle mete preferite dei turisti, insieme a quella Torre famosa in tutto il mondo e che Haring ebbe modo di ammirare durante il suo soggiorno pisano. Dichiarava l’artista poco prima di iniziare l’opera: “Sono seriamente interessato e mi offrono sia un muro per un murales o per un affresco sia una mostra in un edificio vecchio di mille anni ( … ). Anche Pisa in sé è davvero bella. La torre è notevole. L’abbiamo vista alla luce del giorno e poi alla luce della luna. E’ veramente grandiosa e al tempo stesso esilarante. Ogni volta che la guardi, ti fa sorridere”.
All’origine dell’opera vi è l’incontro casuale tra Keith Haring e un giovane studente pisano, Piergiorgio Castellani, che oggi ricorda così quel giorno: “Per caso, un freddo pomeriggio su un marciapiede a New York, davanti a un gruppo di Hare Krisna che suonano mantra, si incontrano due italiani, padre e figlio, con un noto artista newyorchese”. Tuttomondo è dedicato ad un tema assai caro all’artista, quello della pace, concordia e amicizia universale espresso attraverso trenta figure simboliche intrecciate in una sorta di danza multicolore. Ogni personaggio rappresenta un diverso “aspetto” del mondo in pace: le forbici “umanizzate” sono l’immagine della collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che stava  già mangiando la testa medical della figura accanto, la donna con in braccio il bambino rimanda all’idea della maternità, i due uomini che sorreggono il delfino al rapporto con la natura.
I colori sono “soft”, tenui e delicati, in contrasto con l’acceso cromatismo che è il tratto distintivo dell’opera di Haring. Si tratta dell’unica opera che l’artista americano concepì come permanente e non effimera, scegliendo per questo delle vernici acriliche che conservassero la qualità dei colori nel tempo e fossero facilmente recuperabili un domani. Colori che, infatti, sbiaditi a causa degli agenti atmosferici e dell’inquinamento, proprio di recente sono stati ravvivati dal prezioso e accurato intervento di restauro, reso possibile dall’intervento finanziario della Regione Toscana, della fondazione “Friends of Heritage Preservation” di Los Angeles, dell’American Academy a Roma, nonché della Fondazione Haring e della sua presidente Julia Gruen (http://cultura.comune.pisa.it/?p=518).
Il restauro del murale ha tra l’altro offerto anche l’occasione per ripensare la piazzetta antistante e promuovere un intervento di valorizzazione nel senso di una migliore fruizione dell’opera, senza tradire l’idea di arte espressa da Haring. In questo contesto ben si colloca la scelta di intitolare la piazza a Haring, ultimo tributo di riconoscenza all’artista e al dono che lui fece alla nostra città.

Tuttomondo, il cui nome fu scelto in italiano da Haring, fu realizzato nel giugno 1989 in una settimana, contrariamente a quelle che erano le sue abitudini artistiche: tempi di esecuzione rapidissimi, normalmente non più di un giorno per la realizzazione dei suoi murales. Di quei giorni, la città di Pisa ricorda un clima di euforia che si diffuse tra i cittadini e che contagiò anche Haring, come lui stesso riporta nei suoi diari. La realizzazione di Tuttomondo rimane un’esperienza indelebile per i molti pisani che in qualche modo furono coinvolti: il parroco lungimirante che accettò di ospitare l’opera senza conoscerne il contenuto, l’assessore combattivo, i bambini che disegnarono con Haring, i molti curiosi che si avvicinarono da spettatori e finirono per aiutare, tutti coloro che hanno documentato l’evento con le loro fotografie e gli studenti e gli artigiani della Caparol – la ditta che fornì le vernici e sponsorizzò il lavoro – che aiutarono a colorare. Avvalendosi di un ponte mobile, già il primo giorno disegnò sullo sfondo bianco della grande parete il contorno nero di tutte le figure, in modo del tutto estemporaneo e senza avvalersi di disegni preparatori o bozzetti. Poi, nei giorni seguenti, studenti e artigiani da lui coordinati lo aiutarono nella colorazione delle figure. Così commenta Piergiorgio Castellani, senza il quale probabilmente il murale non sarebbe mai nato: “Mi sembra che oggi il murales non possa essere letto come un fatto puramente estetico, ma debba essere compreso alla luce di tutte le circostanze che resero possibile un così grande atto di libertà artistica, di cui Haring si fece generoso ed immediato veicolo, quel senso della libertà dell’artista che per lui era il “simbolo dello spirito di tutto il genere umano”.
Tuttomondo è considerato il testamento spirituale di Haring, scomparso a soli 31 anni nel Febbraio 1990, pochi mesi dopo aver realizzato il suo personale inno alla vita su un muro pisano.

Da sabato 29 settembre all’11 novembre, la Fondazione Palazzo Blu rende omaggio all’artista americano dedicandogli una piccola ma preziosa mostra in collaborazione con il Comune di Pisa e la Fondazione Keith Haring di New York, con il patrocinio del Presidente della Regione Toscana. Nella Sala Biblioteca di Palazzo Blu, Lungarno Gambacorti 9, saranno esposte sei opere originali, realizzate tra il 1987 e il 1989 per il Pop Shop, e saranno resi visibili immagini e video della realizzazione del murales pisano. La mostra ad ingresso gratuito sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00 e sabato e domenica fino alle 20.00, mentre a partire dal 13 ottobre la mostra seguirà gli stessi orari della temporanea dedicata a Kandisky e sarà aperta anche il lunedì.

Info: Fondazione Palazzo Blu
Tel. 050.916950; email: info@palazzoblu.it

 

Per quanto l’abbia incontrato una sola sera, nel mezzo della confusione e del rumore di una festa ( … ), ho avuto una ottima impressione di Keith Haring. Pur molto giovane, l’artista era già discretamente conosciuto per via dei suoi interventi nei luoghi marginali di quella e di altre attività americane. Produceva pitture parietali sui muri delle fabbriche abbandonate, delle case di periferia più degradate, nei corridoi sporchi e interminabili dei metrò. ( … )
Haring teorizzava la bontà di queste azioni per almeno tre motivi. Il primo è che l’arte diventava un fatto gratuito, usciva dalle gallerie e dal mercato, contestava la “società segreta dell’arte (queste le sue parole), mischiava allegramente arte e vita. Il secondo è che l’ambiente urbano – “brutto” quasi per definizione nelle metropoli – si trasformava in un gigantesco album da disegno, in cui esprimere valori, poetiche, concetti altrimenti preclusi a chi è fuori dal mondo dell’arte ufficiale, con la conseguenza di popolarizzare l’estetica e farla diventare un fatto di massa. Il terzo, infine, è che anche i fruitori venivano toccati da questo processo: infatti la vita quotidiana è percorsa da immagini utilitarie e di basso valore (pubblicità, informazioni, cattiva architettura, brutti oggetti, kitsch), e il pubblico la consuma inconsapevolmente senza battere ciglio e senza capire i danni che un simile ambiente produce alla mente, un’arte senza pretese, ma libera e immediata, si sostituiva alla non-arte, e abituava la gente a un’estetica di massa.

Omar Calabrese, Introduzione al volume “Keith Haring a Pisa”, Edizioni ETS.

 

( … ) I love life. I love babies, children, and some people, most people – well, not most people, but a lot of them! I’ve been lucky so far; luckier than most. I don’t take it for granted, I can tell you. I appreciate everything that has happened, above all the gift of life that was given to me, and that has created a silent connection between children and me. Children can feel this “thing” in me. Almost all children posses a special sense  for this “thing” in other people. They know. Some special people also know about these things.

Keith Haring

 
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Scoprire Pisa Domenica visite guidate gratuite al tumulo del principe etrusco

Il tumulo del principe etrusco di via San Jacopo è un grande “cenotafio” del diametro di trenta metri dedicato ad un personaggio che traeva il proprio prestigio dalle attività marinare dato. Fra gli oggetti rinvenuti un tridente

In occasione delle Giornate europee del Patrimonio, domenica 30 settembre alle 16.30 e alle 17.30 doppia visita guidata gratuita, promossa dal Comune di Pisa. A fare da “ciceroni” d’eccezione gli esperti del Gruppo Archeologico Pisano.

Il comunicato dell'Amministrazione Comunale - Pisa 27 settembre 2012 - In occasione delle Giornate europee del patrimonio, domenica (30 settembre) doppio appuntamento con le visite guidate al Tumulo etrusco di Pisa, la meraviglia archeologica scoperta nel corso di una campagna di scavi promossa dalla Soprintendenza fra il ’94 e il ’98 . Le due visite alle 16.30 o alle 17.30, il ritrovo all’ingresso del sito in via San Jacopo. A fare da “ciceroni” d’eccezione gli esperti del gruppo archeologico pisano.

Il tumulo in questione è un grande “cenotafio” del diametro di trenta metri, ossia un monumento dedicato a un defunto di notevole importanza sociale che, verosimilmente, traeva il proprio prestigio e ricchezza dalle attività marinare dato che fra i vari oggetti rinvenuti all’interno della tomba, è stato trovato anche un tridente, simbolo collegato alla pesca e alla regalità. La visita è gratuita e non serve la prenotazione. In caso, però, di gruppi composto da dieci o più persone è necessario avvertire preventivamente scrivendo una mail a info@pisatour.it. Per informazioni potete telefonare al G.A.P. allo 050 550 401

 
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SMS A TEATRO - Comunicato Stampa

 

Martedì 26 giugno a partire dalle 17,30 e con ingresso gratuito, al centro espositivo museale Sms grande festa con “Sms a Teatro”, una giornata tra storie, colori e fantasia per grandi e piccini. Una manifestazione organizzata da Idee per Pisa in collaborazione con la Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita), patrocinata dal Comune e con il contributo di Picotron. Il programma prevede uno spettacolo per bambini alle 17.30 dell’associazione “Il Gabbiano” denominato “Gi & Giò Music Scio”, gags circensi travolgenti ideate e messe in scena da Jordi. Dalle 20 alle 21, presso l’Sms cafè, aperitivo con la compagnia Cantieri Osso del Cane in Clown Violino. Alle 21,30 invece, sarà la volta della Compagnia Teatrale “La Tartaruga” che presenterà “Muori Amore Mio”, una commedia brillante di Aldo De Benedetti con la regia di Fabrizio Corucci. “Questo evento nasce dall’interesse che la nostra associazione ha da sempre nei confronti della cultura e soprattutto verso quella portata avanti dalle associazioni della nostra città – afferma Paolo Lorenzi presidente di Idee per Pisa –, ecco perché la collaborazione con la Fita. Mentre, la scelta dell’Sms come luogo deputato ad ospitare l’evento, è dovuta al fatto che un centro espositivo importante come questo che è stato recentemente ristrutturato e dove vicino verrà insediata anche la nuova biblioteca e che insieme rilanceranno il quartiere, debba essere valorizzato ulteriormente”. La Fita di Pisa è l’associazione italiana di teatro amatoriale più importante d’Italia, la sua sede si trova presso il Teatro “Canovaccio” e promuove il teatro per ogni fascia d’età dai 7 agli 80 anni. “Il comitato pisano però, - spiega il neo presidente provinciale il giovane regista Luca Lunedì di Corte Tripoli Cinematografica - da più di dieci anni, a parte la rassegna ed altre occasioni sempre all’interno del teatro “Canovaccio”, non è più riuscito a portare le compagnie ad esibirsi nel centro pisano per mancanza di spazi ed opportunità offerte al teatro amatoriale. Ma ora, grazie all’associazione “Idee per Pisa” che ha recepito le istanze del teatro amatoriale organizzando questo evento, il teatro amatoriale può tornare nuovamente a proporsi nel centro cittadino nella speranza che questa iniziativa non resti isolata”.

 
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Energia, il parco punta sulle rinnovabili

L'IMPORATANZA DELLA DELIBERA 32 CHE DISCIPLINA LE FONTI RINNOVABILI

NEL PARCO DI SAN ROSSORE

 

La notizia della recente adozione da parte dell’Ente Parco della delibera numero 32 che disciplina gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nel territorio del Parco stesso, ci ha riempito di profonda soddisfazione per più di un motivo. Infatti, alla stesura del testo della delibera ha contribuito attivamente anche il professor Enrico Bonari docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna e membro della Fondazione per il Cribe dell'Università di Pisa (Centro di ricerca interuniversitario per le biomasse da energia) che, insieme al direttore del Parco Sergio Paglialunga, il 30 novembre scorso ha partecipato al convegno Spicchi di Energia dalla Terra organizzato dalla nostra Associazione, presentando e discutendo proprio in quella sede delle biomasse come fonte di energia rinnovabile. In più, il percorso intrapreso dal Parco attraverso questa delibera, rafforza ulteriormente ciò che noi sosteniamo da tempo ossia, che le energie rinnovabili rappresentano una possibilità di sviluppo economico-sociale compatibile con il territorio e con ricadute positive dal punto di vista ambientale. Il Parco di San Rossore è tra i primi in Italia a dotarsi di una regolamentazione in materia di energie rinnovabili all’interno di aree naturali protette, attuando così una valorizzazione del Parco stesso ottimizzando la gestione delle aree boschive in equilibrio con le sue funzioni principali. Funzioni che vanno dal non consumo del territorio naturale o seminaturale alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità, dalla preservazione delle produzioni agroalimentari presenti nel Parco con l’attuazione del principio delle filiere corte. Un principio che permette di ridurre notevolmente l’impatto negativo derivante dal trasporto e dal consumo di risorse extra-locali, favorendo contemporaneamente le ricadute positive in termini economici, ambientali, sociali ed occupazionali delle aziende agricole e non, che operano all’interno del Parco. La regolamentazione che è stata adottata riguarda tutte le fonti rinnovabili presenti nel Parco a partire dal fotovoltaico, al solare termico, all’eolico, alle biomasse di cui il Parco è particolarmente ricco grazie ad una superficie forestale ed aree agricole che coprono oltre l'80% dell'area protetta, fino alla piccola geotermia per impianti di singole utenze. In ultimo, questo regolamento stabilisce un punto di equilibrio tra le esigenze di produzione libera di energia pulita e le necessità (non derogabili) di tutela dell'ambiente naturale, garantendo livelli elevati di sostenibilità ambientale e di compatibilità paesaggistico territoriale degli impianti. Inoltre, lo sviluppo delle rinnovabili permetterà alle realtà presenti, di radicarsi e svilupparsi in un virtuoso connubio.



Riportiamo articolo del 27 giugno 2012 su "il Tirreno".

 
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