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Giacomo Sanavio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 19 Marzo 2008 16:19

Filiere corte e Consumo locale.
Spesso sostenere che sarebbe importante ritornare a diete a base di prodotti locali, cresciuti sul territorio e perfettamente inseriti nel suo ecosistema viene controbattuto con accuse di facile utopismo, quasi come se automaticamente si sostenesse che bisogna fermare l’ineluttabile processo di globalizzazione in atto: sarebbe utopico contrapporsi a un sistema di produzione e distribuzione del cibo che ormai mette a disposizione merci provenienti da ogni parte del pianeta, sarebbe utopico e “no-global” dire che è meglio armonizzare e rivitalizzare le produzioni locali, partendo dal consumo di territorio, ricostruendo un rapporto il più possibile diretto con i produttori. Questo senza considerare le accuse di conservatorismo eccessivo.

Un nuovo localismo alimentare è in effetti un progetto di difficile realizzazione, ma quanto mai urgente, viste le condizioni ecologiche del pianeta e gli squilibri, incongruenze, problemi che affliggono i nostri sistemi agro-alimenatri.

In poche parole, non soltanto siamo quello che mangiamo, ma siamo anche ciò che mangiavano i nostri avi, quando la globalizzazione, o anche soltanto il commercio su medio-grandi distanze erano inimmaginabili. Analizzando le miriadi di intolleranze alimentari che affliggono quasi quattro miliardi di persone sul pianeta, si può concludere che le diete cui siamo meglio disposti, per semplici motivi evolutivi, sono quelle che hanno profonde radici nei prodotti provenienti dalla nostra zona o da dove provengono i nostri avi.

Il ruolo dei mercati locali.
Riportare i contadini all’interno dei mercati tradizionali, privilegiando la stagionalità, consentirà a queste realtà di mantenere un ruolo chiave nel commercio del futuro. La loro non è solo un’importanza strettamente economica: si caratterizzano per una spiccata valenza sociale e urbanistica, spesso sono lo specchio del contesto territoriale in cui sono immersi e, in epoca di grandi migrazioni, sono il motore dell’integrazione.

Sul nostro territorio abbiamo già attivato esperienze positive che possono rappresentare validi esempi: il Gruppi di acquisto, i punti vendita aziendali, il Bancolat, l’introduzione di prodotti locali nelle mense scolastiche.. e tanto altro ancora.

Vale quindi la pena assecondare le iniziative di intelligente valorizzazione lavorando seriamente e di concerto tra enti locali, camera di commercio, associazioni di categoria e di prodotto, per sostenere le realtà ancora esistenti e soprattutto per ripristinare i mercati rionali e di paese. Così daremo risposte al mondo agricolo in termini di sostegno al reddito ed ai consumatori che chiedono qualità e salubrità dei prodotti a prezzi congrui.

Giacomo Sanavio
Vice Presidente Provincia di Pisa