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LINEE GUIDA PROGETTO CULTURA
Introduzione
La sviluppo del sistema culturale cittadino costituisce la principale occasione per la crescita economico e sociale della nostra città. In questa prospettiva il Comune di Pisa ha svolto nel corso degli ultimi 10 anni un lavoro molto positivo, operando scelte politiche chiare e definendo numerosi progetti di riqualificazione urbana. Lo spostamento dell’Ospedale S. Chiara, il trasferimento delle caserme dal centro storico cittadino, la creazione di nuovi poli culturali, rappresentano il nucleo di una politica di sviluppo lungimirante, che individua nel turismo e nella cultura gli elementi centrali per lo sviluppo del territorio pisano.
Punti di forza
1. La città può contare sulla presenza di complessi monumentali di valore assoluto (Piazza dei Miracoli, Piazza dei Cavalieri, Museo Civico di S. Matteo, chiese). 2. Il lavoro svolto dalle giunte guidate da Paolo Fontanelli ha permesso l’apertura o la riqualificazione di nuove strutture (Complesso di S. Michele degli Scalzi, Palazzo Lanfranchi, Stazione Leopolda), la progettazione dell’asse museale sui lungarni e la predisposizione degli strumenti per la realizzazione dei progetti di trasformazione urbana. 3. Pisa beneficia di una posizione logistica privilegiata lungo la fascia costiera della Toscana (la città è facilmente raggiungibile, l’Aeroporto “G. Galilei” garantisce notevoli flussi turistici). 4. La presenza dei centri di formazione (Università, Scuola Normale Superiore, SSSUP S. Anna, CNR) assicura un ampio ventaglio di competenze da valorizzare e numerose occasioni di collaborazione e crescita collettiva. 5. La vita cittadina dimostra una naturale vivacità grazie alle attività promosse dalle associazioni e dai singoli operatori. 6. La nascita e lo sviluppo della Leopolda rappresentano un esempio concreto dei vantaggi che la costruzione di una collaborazione permanente tra il Comune di Pisa e le associazioni cittadine può garantire nella progettazione e nella realizzazione degli interventi di riqualificazione e sviluppo della città. 7. Il tessuto sociale è sostanzialmente solido (non esiste alcun progetto di sviluppo con alti livelli di conflittualità sociale).
Punti deboli 1. Il Comune di Pisa non esercita un’efficace opera di progettazione e programmazione delle attività promosse nel proprio territorio di riferimento. Manca un sistema di governo che consenta il coordinamento dei soggetti pubblici e privati coinvolti. 2. Non esistono rapporti di collaborazione strutturati con il mondo universitario e le fondazioni bancarie (Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, Cassa di Risparmio di S. Miniato, Cassa di Risparmio di Volterra, Monte dei Paschi di Siena). 3. I cittadini più giovani e gli studenti universitari vivono la città in modo eccessivamente indifferente o all’opposto conflittuale. 4. Le risorse economiche a disposizione non consentono rilevanti margini di manovra (mancano le risorse perché mancano i progetti e un sistema di governo).
Finalità e obiettivi
1. Individuare nella crescita delle attività culturali e nella costruzione di un rapporto virtuoso con il turismo uno dei motori principali per lo sviluppo economico e sociale della città. 2. Consolidare un’immagine della città accogliente e vivace. a) Affiancare alle attività consolidate un qualificato programma di grandi eventi (mostre, festival, concerti) in grado di valorizzare il tessuto culturale cittadino e provocare diffuse ricadute positive in termine di crescita economica e sociale. b) Promuovere un’offerta turistica integrata, rafforzare i rapporti con le città naturalmente messe in comunicazione con il territorio pisano attraverso i collegamenti aerei, affiancare agli eventi più importanti del Giugno Pisano un ventaglio di opportunità per invogliare i turisti a prolungare il proprio soggiorno (mostre, spettacoli, soggiorni negli splendidi contesti delle colline pisane o del Parco Naturale di S. Rossore). c) Attivare adeguate politiche promozionali che siano in grado di superare i confini del territorio comunale e provinciale. 3. Coinvolgere le istituzioni pubbliche, le associazioni culturali, le categorie economiche in un progetto di gestione condiviso degli spazi e delle attività culturali (non esistono livelli di partecipazione diversificati). 4. Promuovere un sistema di coordinamento con i comuni dell’area pisana e la Provincia di Pisa, in modo da evitare sovrapposizioni e ottimizzare le risorse a disposizione. d) Svolgere un’opera di programmazione e coordinamento costante nel tempo attraverso la costituzione di tavoli di lavoro tematici, la preparazione di progetti collettivi e la definizione di un programma annuale delle attività. e) Predisporre efficaci strumenti di gestione (fondazione con capitali pubblici e privati, società per azioni sull’esempio della Navicelli S.p.a.) delle strutture e delle attività presenti lungo l’asse museale dei lungarni. f). Creare all’interno del Comune di Pisa uno staff in grado di affiancare l’Assessorato alla Cultura nella ricerca di nuovi finanziamenti e nella gestione dei rapporti con il territorio (l’esperienza svolta sul fronte delle politiche sociali costituisce un esempio da prendere come riferimento). 5. Qualificare, incrementare e promuovere adeguatamente le attività in programma. g) Rafforzare il ruolo svolto dalla Leopolda come polo della vita culturale cittadina, struttura dedicata alla partecipazione e alle attività realizzate dalle associazioni, spazio per grandi eventi e risorsa per il consolidamento del tessuto sociale. h) Realizzare un festival annuale dedicato a Internet, in collaborazione con il CNR e gli altri centri universitari. i) Rafforzare l’offerta di spazi e attività per la musica (polo della musica, concerti di piccole e grandi dimensioni, sale prove a basso costo). l) Costruire un progetto dedicato alla produzione culturale giovanile e sperimentare forme di autogestione degli spazi.
6. Incrementare le risorse economiche a disposizione (l’aumento delle risorse va in ogni caso subordinato alla definizione di progetti specifici, in modo da evitare un frazionamento improduttivo). m) Promuovere la partecipazione del Comune di Pisa ai progetti culturali promossi dalla Regione Toscana e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, in modo da beneficiare dalle relative occasioni di finanziamento. n) Investire sulla ricerca dei finanziamenti UE. o) Razionalizzare i costi di gestione della Fondazione Teatro Verdi e finalizzare parte delle risorse trasferite per lo svolgimento di servizi a supporto del sistema culturale cittadino (offerta di spazi, dotazioni strumentali e sostegno progettuale). Martino Alderigi
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