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Maria Cristina Dastoli PDF Stampa E-mail
Giovedì 27 Marzo 2008 11:06

Semplificazione ed innovazione della pubblica amministrazione.

Innovazione significa trovare una soluzione nuova e migliorativa di ciò che già si sta facendo per affrontare i problemi e le richieste del sistema economico e sociale in evoluzione.
Un contributo più moderno alla organizzazione burocratica può senz’altro provenire dalla esperienza di gestione di tipo aziendale. Infatti la cultura aziendale, tradizionalmente orientata al profitto, è in grado di suggerire l’introduzione negli apparati burocratici di una cultura più manageriale ed finalizzata, oltre che all’efficienza dell’azione, alla efficacia dei risultati ottenuti ed alla economicità, ovvero all’equilibrio tra risorse economiche consumate e soddisfazione dei bisogni, senza trascurare la “produzione” di servizi di qualità in tempi brevi e con il minor dispendio di risorse.
Ormai da alcuni anni le amministrazioni locali si sono dotate di siti web i quali, dalla iniziale volontà politica dell’ente di testimoniare la propria presenza, si sono trasformati in strumenti di comunicazione e di informazioni dei servizi offerti. L’ulteriore passaggio è quello di rendere più accessibile e sviluppare le potenzialità di distribuzione di servizi come ad esempio modalità on line per effettuare pagamenti, ricevere certificati ecc. tramite operazioni più facili, riduzione dei tempi e dei costi di esecuzione. Significa anche avvicinare il singolo cittadino che tramite una semplice mail al Sindaco del Comune o al Presidente della Provincia può fornire il proprio punto di vista.
L’introduzione di nuove modalità di accesso è di particolare attualità perché riguarda i rapporti tra ente pubblico, cittadini e “sistema” economico locale.
E’ noto che le tecnologie informatiche hanno introdotto negli anni una rivoluzione nella organizzazione del lavoro la cui importanza è ormai patrimonio di tutti. Dopo un primo approccio normativo ed organizzativo iniziato negli anni ’90, che ha introdotto nella p.a. criteri manageriali della gestione pubblica, si è sviluppato un uso dei sistemi informativi non solo per la semplificazione e la standardizzazione dei processi di lavoro, ma anche la possibilità di sviluppare in termini più ampi interazioni tra ente e soggetti e innovare il servizio erogato.
L’utilizzo insostituibile del computer, che ha prodotto ottimizzazione del lavoro negli uffici, efficienza operativa, ora è in grado di offrire agli utenti (cittadini ed imprese) più rapidi accessi anche attraverso i siti web che le amministrazioni interessate stanno sviluppando.
Si tratta perciò di passare dalla attuale realtà di informatizzazione dei singoli uffici, ad una strategia di collaborazione e coordinamento che coinvolga i diversi servizi e li renda capaci di interagire in modo sinergico con i cittadini e le imprese. La nuova prospettiva mette ancora più in luce il ruolo fondamentale delle persone e delle loro competenze nel lavoro collaborativo e nella comunicazione verso gli utenti. In questo senso si rende fondamentale la formazione per sviluppare sia specifiche capacità tecniche che per diffondere la cultura digitale e facilitare tutti nell’utilizzo dei nuovi sistemi online.


Democrazia Elettronica nuova frontiera della partecipazione.

La democrazia partecipativa è un sistema nel quale alla rappresentanza (necessaria in una società complessa) si affianca una partecipazione il più possibile diretta e permanente, dei cittadini alla vita pubblica. Questa forma, che si sta sempre più affermando, è una modalità inclusiva poiché comporta il coinvolgimento di più soggetti interessati ad un dato problema, che possono intervenire nelle scelte. Per descrivere questo tipo di partecipazione, si usano di solito termini come concertazione, partenariato, negoziazione, accordi, patti, intese. L’immagine più ricorrente è quella di diversi soggetti che vengono messi a discutere attorno ad un tavolo.
Oltre alle modalità appena descritte, più di recente si ricorre sempre più frequentemente, soprattutto in ambito locale, anche a consultazioni dirette dei cittadini; nello steso tempo sono gli stessi cittadini che premono per intervenire e poter condizionare le scelte politiche con petizioni, segnalazioni ecc..
Dato per scontato che il maggior coinvolgimento partecipativo è sicuramente una risorsa positiva, poiché si realizza un confronto immediato ed una maggior responsabilizzazione dei proponenti, rimane da considerare che uno dei principali problemi è rendere fattibile la consultazione garantendo la circolazione delle informazioni, la tempestività della raccolta dei dati, la pubblicità dell’iniziativa ecc.. Vari sono gli strumenti utilizzati: sondaggi, forum, consultazioni ecc...
In aggiunta a quelle sopra menzionate oggi è realistico pensare a nuove modalità partecipative rese possibili dalla introduzione dell’ICT, ovvero delle pratiche di utilizzo delle tecnologie telematiche (Internet in particolare ma anche telefonia mobile) che consentono di entrare in relazione quasi in tempo reale con la comunità e sviluppare una nuova possibile democrazia di partecipazione, resa fattibile grazie alla rapidità della consultazione, senza aggravi dei tempi decisionali.
Le nuove tecnologie possono davvero contribuire alla realizzazione di un nuovo approccio democratico alla cosa pubblica e quindi possono essere un fattore strategico di sviluppo e di cambiamento proprio per la peculiarità dei modi con cui si realizza la consultazione, che permette un confronto immediato con i soggetti interessati e, quindi, un intervento diretto nel processo decisionale politico di coloro che saranno i destinatari finali. Questo obiettivo è un traguardo importante per l’affermazione democratica perché è portatore di una nuova cultura politica di partecipazione attiva.
Il cambiamento che si prospetta è di portata epocale in quanto descrive ad una nuova collocazione della pubblica amministrazione, che non esercita più la sua supremazia, ma si pone al servizio delle richieste e dei bisogni (espressi e non) dei cittadini e dei soggetti politici della società di riferimento.
Non si tratta con ciò di superare l’attuale forma di rappresentanza, piuttosto di vedere i soggetti esterni non come problemi ma come risorse, elementi fondamentali del processo decisionale in quanto, appunto, destinatari delle scelte politiche in atto.

Maria Cristina Dastoli